giovedì 6 ottobre 2011

La prossima rivoluzione digitale

E così anche Steve Jobs se n'è andato, dimostrando che il mondo si può cambiare, il destino no. Non ho il Mac, l'Iphone, l'Ipad o l'Ipod: le aziende per cui ho lavorato, salvo fare un pacco di soldi cavalcando la rivoluzione digitale, erano tecnologicamente fossili, e oggi che le mie tecnologie posso sceglierle io i soldi per queste mele filosofali non li ho.
Ma a prescindere dai mezzi che uso per navigarci, la rete è il mio Paese, e per una cittadina digitale, anche immigrata, Wikipedia oscurata significa oscurantismo e basta.
Che bello sarebbe se la prossima rivoluzione digitale non passasse per un nuovo device, ma attraverso la protesta di tutti noi che nella rete troviamo risposte e liberiamo pensieri.
Ciao Steve, e grazie. Sit tibi terra levis.
Immagine: courtesy of Davide Besana

6 commenti:

  1. Meraviglia pura. Puro stile Giovanna.

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  2. Sono molto in linea col tuo pensiero. Non ho niente di quanto prodotto dalla Apple. Per quanto trovi tutto molto "faigo" mancano i dindini per comprar questo e quello e quell'altro, figuriamoci se mi vado a prendere un telefono che costa 800 euro. Comunque mi spiace un pochino. Ho sempre trovato le sue parole illuminanti, che riscaldano il cuore e riaccendono la voglia di insistere nella vita.

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  3. Grazie Petulia, sono tronfia come un tacchino.
    Matteo, oggi mi sono riascoltata il discorso di Stanford, e calcolando che il primo progetto che porta (anche) il mio nome parte oggi, in questo scenario da deserto dei tartari, le sue parole erano esattamente quelle che avevo bisogno di sentire. E la teoria dei puntini da unire è una chiave di volta per dare un senso all'apparente entropia di cui sono fatte le nostre vite.

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  4. Ho postato il discorso di Stanford tanto tempo fa, per conservarlo tra le cose preziose che capita di incontrare lungo la via, e non sai quante volte me lo sono riascoltato. Una lezione di parole magiche. ;o)

    Mi dispiace che tu non abbia sperimentato direttamente nessun prodotto Apple, bisogna provarli per capire la differenza, e per comprendere il motivo di tanta devozione. E' proprio un altro mondo, e la differenza fondamentale non sta nel design esterno così ‘fighetto’ ma all’interno, nel modo in cui si usano e in cui ti aiutano a concepire un nuovo modo semplice ed esatto di vedere e fare le cose.
    Personalmente non ho l'I-Phone, ma lo conosco abbastanza da poterti assicurare che non è semplicemente “un telefono che costa 800 euro”. Quello è "anche" un telefono. Ma è molto, molto di più, è un modo easy e immediato di avere tutto il mondo nelle tue mani in ogni momento, uno strumento che ha la capacità di offrire molti più servizi e funzioni di quanto uno non si sia mai reso conto neanche di desiderare. Per fare una telefonata, basta roba più semplice. Ma se sei cittadina del Web e capace di un'immaginazione senza limiti, allora quella è una bacchetta magica cui ti sarà difficile rinunciare.
    E' innegabile che tutti gli "I-qualcosa" siano costosi, ma ti assicuro che vedo buttare anche più soldi in oggetti molto più beceri, dunque alla fine - come per ogni cosa - è semplicemente una questione di scelte.
    Preferisco aspettare un pochino di più, se poi però potrò lavorare sul Pro. Già so quanto mi piacerà…. ;o))

    Al di là delle sue creature, di Steve mi mancherà molto di più. La forza del sogno, la capacità visionaria di intuire mondi che noi ancora non siamo capaci di vedere e metterceli in mano, la convinzione che se ci credi davvero, allora lo puoi fare. Mai lasciare noi stessi inascoltati, mai lasciare che gli altri modifichino i nostri desideri più profondi. Vivere ogni giorno pesando solo all’oggi, guardarsi indietro solo per unire i puntini, e trovare il senso delle cose quando sono già state. Non è poco, direi.

    Di Bill Gates tutti sapevano soprattutto che era tra gli uomini più ricchi del mondo, per dire.
    Di Steve tutti hanno sempre saputo che era un mago capace di inventarsi il futuro che ancora non c’è, e poteva piacere o non piacere, ma quello era il mondo come lui sognava che sarebbe stato per tutti. E un imprenditore che basa tutto il suo lavoro sui suoi sogni non è roba frequente, bisogna ammetterlo.
    L’ultimo così che io mi ricordi, era Enzo Ferrari.

    Scusa l'intrusione, ma il tuo post era troppo bello per restare in silenzio. ;o)
    In bocca al lupo per il tuo nuovo progetto, che si possa realizzare come desideri.
    Stay hungry, stay foolish.
    Un abbraccio,
    Sally

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  5. Sally, non ne dubito. E' che mi tocca, come tutti, stabilire una lista di priorità. E tutto questo non può rientrarci.

    Gio, mi unisco all'in bocca al lupo! Vai carica come una bomba di adrenalina e spacca il mondo. :)

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  6. Grazie Sally, quanto amore e quanto rispetto per un uomo che tutti conosciamo senza averlo mai visto, crepi il lupo.
    Matteo, con un augurio così posso fare una rivoluzione, grazie di cuore, mi ci voleva proprio.

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